Tatuaggi Esercito: normativa



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In merito ai tatuaggi nell’esercito, la Regolamentazione dell’applicazione di tatuaggi da parte del personale militare dell’Esercito Italiano, recita che: al personale delle Forze Armate non è consentito di avere tatuaggi in parti visibili del corpo con le seguenti uniformi:

  • per il personale maschile, uniforme servizio estiva;
  • per il personale femminile, uniforme servizio estiva con gonna e scarpe decolleté;
  • per gli Allievi dell’Accademia Militare e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito (di entrambi i sessi), uniforme ginnica prevista dai rispettivi regolamenti interni.

Sono assolutamente vietati e proibiti tatuaggi e piercing in qualsiasi parte del corpo, con contenuti osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa o che comunque possano portare discredito alle Istituzioni della Repubblica Italiana ed alle Forze armate", ad esempio quelli che "incitano alla violenza e all'odio".

Tatuaggi e carriera militare

In un momento storico ed economico come questo, avere un lavoro sicuro e a tempo indeterminato sembra un’utopia. Il mondo della scuola è già oberato di precari da stabilizzare per i prossimi quattro secoli probabilmente, la pubblica amministrazione, intesa come Agenzia delle Entrate, Inps o altri enti pubblici, non indice più un concorso da anni, gli enti locali rispondono spesso a logiche concorsuali che poco hanno a che fare con la preparazione e la trasparenza che invece dovrebbe essere garantita in queste circostante. Cosa fare allora? Una chance potrebbe essere quella della carriera militare.

Concorsi pubblici per carriera militare

Anche questi, infatti, sono concorsi pubblici molto ambiti, perché consentono a centinaia di migliaia di giovani – e meno giovani – di partecipare senza avere particolari titoli o caratteristiche di accesso. Per molti magari quello di diventare un militare di professione è un sogno nel cassetto, per altri potrebbe essere una possibilità di lavoro e stabilità di vita.

È necessario, però, sapere con precisione cosa serve per essere ammessi a questi concorsi: oltre a una solida preparazione concorsi militari, ci sono anche dei criteri di ammissione, o meglio di esclusione, a cui magari non si pensa ma che sono invece di estrema importanza. In primis, i tatuaggi. Sui tatuaggi, infatti, vigono regole molto precise quando si parla di carriera militare.

Cancellare tatuaggi prima di un concorso militare

Spesso si sente dire che chi vuole fare una carriera militare non può avere tatuaggi, anche se poi la tv e il cinema ci propinano sempre più personaggi, tra poliziotti e generali, super tatuati. Allora dove sta la verità? Molti giovani pensano che essersi tatuati magari a 18 anni li condizionerà nella fase di accesso a un concorso militare e per questo, soprattutto in procinto di qualche concorso pubblico appunto, aumentano vertiginosamente le richieste di cancellazione del tatuaggio.

In realtà, un tattoo non preclude in modo automatico l’accesso a un concorso militare. C’è una disposizione di legge ben precisa in merito, datata 1990, che dichiara esplicitamente che un tatuaggio può diventare un problema per accedere a un concorso se deturpa il corpo del candidato a causa del posto in cui è stato fatto o del contenuto. Cosa significa? Che un tatuaggio che occupi magari tutta la gamba o che rappresenti qualcosa di sconveniente potrebbe realmente diventare un problema, ma nel caso di tattoo “normali” non c’è da preoccuparsi. La valutazione viene fatta durante la selezione stessa, in particolare, alla visita medica.

Sarà infatti un medico militare a dire chiaramente se quel tatuaggio è sconveniente o meno per un’eventuale carriera militare, sia per dove si trova che per cosa rappresenta. Nel caso in cui il tatuaggio ad esempio si trovi in un posto coperto dall’uniforme, il problema non si pone nemmeno. Quindi magari non sarà il caso di tatuarsi il collo, le mani e il viso. I contenuti considerati inappropriati sono quelli osceni e razzisti ovviamente.