Birre artigianali belghe



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Le birre artigianali belghe sono uniche e inimitabili, il Belgio ha una tradizione birraria millenaria, molti sono gli appassionati e buongustai di birra. Il Belgio geograficamente è l’insieme di piccole regioni, ognuna delle quali ha la propria lingua, la propria cultura e, le proprie birre.

Origini della birra belga

Già dal 2800 a.C. quando i belgi erano una combinazione piuttosto bellicosa di Celti e Germani, amavano già la birra. Si era ampiamente diffusa la cultura del vaso campaniforme, che attribuiva al bere un’importanza fondamentale.

Lo sviluppo della birra artigianale belga e degli antichi procedimenti che vengono ancora oggi utilizzati per la fermentazione è merito soprattutto dei monaci, nella maggior parte dei monasteri venivano fatti i processi di fermentazioni con cui si sviluppava questa bevanda che veniva poi venduta nelle locande di zona.

Nei secoli VIII e IX i monasteri presidiavano saldamente le campagne in tutta l’Europa settentrionale; dopo il crollo dell’impero romano, il potere passò all’aristocrazia locale e alle gerarchie ecclesiastiche delle abbazie.

La birrificazione era un’attività necessaria per questi centri e, considerato che buona parte degli ordini religiosi prevedeva che i monaci dovessero sostenersi con il proprio lavoro, agli esterni non era concesso praticarla. Per far funzionare i monasteri erano necessarie grandi quantità di birra.

Intorno all’830 risalgono i primi progetti organizzativi per la produzione di birra artigianale, i progetti mostrano tre distinti tipi di birrifici, ognuno dei quali dedicato alla produzione di un diverso tipo di birra: ai nobili veniva servita una bevanda di alta qualità brassata con orzo e frumento, mentre i monaci e i poveri pellegrini dovevano accontentarsi di birre d’avena di livello inferiore.

Il Gruit

All’epoca in Belgio non esisteva la birra luppolata, il luppolo arrivo nelle Fiandre attraverso le birre importate da Amburgo e Amsterdam agli inizi del 14º secolo; l’amaro derivava da una miscela segreta di erbe e spezie chiamate gruit, alla quale venivano aggiunti cereali macinati per mantenere segreta la composizione.

Il diritto di vendita del gruit, il Gruitrecht, era detenuto dagli ecclesiastici o ai prezzi grossi della politica. Nel XII secolo per produrre un ettolitro di birra erano necessari 2 chili di gruit; doveva trattarsi di un bel guadagno considerando la sontuosità della Gruithuis (casa del gruit) di Bruges, attualmente ancora esistente.

L’arte brassicola, fu esclusiva dei monasteri fino al XVII secolo. In quel periodo c’erano numerosi birrifici laici, e la borghesia aveva costruito nelle città diversi birrifici comunali, dove a turno i cittadini producevano birra per la propria famiglia. Nel 1718 solo a Bruges si contavano 621 birrifici di questo tipo.

Come veniva fatta la birra artigianale originariamente nel Belgio

In quel periodo usavano per le loro birre un orzo detto “invernale” che dopo averlo fatto germinare in acqua, vi aggiungevano avena corta macinata e non germinata in proporzione di uno ottavo, e facevano bollire il tutto per 24 ore. Trasferivano poi il liquido all’interno di mezze botti dove fermentava grazie all’aggiunta di una certa quantità di lievito. Dopo 15 giorni la birra era pronta per essere bevuta.

Durante la prima guerra mondiale si accelerò la crisi della produzione la birra in Europa è così anche in Belgio. Ci vollero diversi anni prima che la situazione cominciasse a risollevarsi, pian piano i produttori cominciarono a rialzarsi, e con essi la qualità delle loro birre; vennero abbandonati molti stili di produzione, ma tanti altri riuscirono a sopravvivere.

Nacque inoltre una nuova categoria che univa le tradizioni belghe e inglesi: come per esempio la Duvel, una strong ale belga, tra le più note, venne prodotta per la prima volta nel 1923 come birra scura fermentata con un ceppo proveniente dal birrificio scozzese McEwan’s.

Le birre trappiste

Le birre trappiste che anche oggi conosciamo, arrivarono sul mercato intorno a quegli anni, anche se l’abazia di Scourmount (Chimay) aveva cominciato a vendere i propri prodotti nel 1862. Orval costruì il birrificio nel 1931, e depositò il marchio del pesce con l’anello in bocca nel 1934. Westmalle registro il nome Trappistenbier nel 1933, e un anno dopo creò la prima tripel chiara, che sarebbe diventata un’icona dello stile dal quale tanti avrebbero tratto ispirazione.

Birra Pilsner

La prima birra Pilsner prodotta in Belgio fu la Alken Cristal, nel 1928; questo stile ha poi finito per dominare il mercato mondiale. Un altro brusco arresto si ebbe nella seconda guerra mondiale. Ci furono molti problemi, ma dopo la guerra l’attività riprese più o meno da dove era stata interrotta. La birra Pilsner continuò a crescere a scapito delle birre locali e le birre bianche, fino a quando queste scomparvero dal mercato.

Birre Lefebvre Barbar

Uno dei più antichi birrifici del Belgio che produce le sue birre utilizzando tra gli ingredienti anche il miele, un ingrediente che per anni è stato utilizzato al posto dello zucchero come dolcificante.

Tra le birre più importanti prodotte dalla Lefevbre troviamo la Barbar, con una gradazione alcolica di 8 gradi e un colore giallo e dorato con una schiuma molto corposa e nel suo sapore si sente il retrogusto di miele che la rende equilibrata e rinfrescante.

Le birre artigianali belghe tra le migliori birre in circolazione

Non esistono nazioni che possano vantare tante birre diverse e dal gusto vario quanto il Belgio. Una delle peculiarità più importanti è l’uso di cereali diversi, anche se esistono alcune birre prodotte unicamente con il malto d’orzo, in molti posti utilizzano orzo, avena, frumento e farro insieme.

Esistono anche le birre prodotte con il solo orzo, come la biere d’orge di Anversa, che contengono piccole quantità di avena, o in alcuni casi frumento. Diversi stili hanno una tradizione piuttosto antica, come è stato poi stato dimostrato dal ritrovamento di alcuni documenti.

I produttori di birra belgi riuscirono a trovare un mercato per le loro birre più prestigiose, e oggi, Il 50% della produzione è destinato all’esportazione. Quella della birra belga è un’arte che ha antiche origini e ancora oggi grazie alle grandi abilità dei mastri birrai possiamo gustare nei locali, come il room 26 Roma, numerose tipologie di questa bevanda.